La storia ci insegna che tutte le novità scientifiche debbano sconfiggere anche i muri dello scetticismo, ostacoli morali e soprattutto economici. Una malattia diventa un business e chi ne scopre la causa è costretto a battersi contro tutte queste difficoltà, possedendo come armi la propria forza d’animo e prove scientifiche inconfutabili, teorie che divengano leggi inattaccabili per coloro i quali cerchino di metterle in dubbio.

Obiettivi

Le finalità della ASSOCIAZIONE EMMANUELE sono filantropiche, educative, letterarie e di ricerca scientifica. L' Associazione Emmanuele ha le seguenti missioni: sostenere la ricerca scientifica, vagliare e raccogliere dati informativi utili per migliorare e mirare le cure e attuare sforzi per capire e diffondere l’opera del ricercatore indipendente Signor GIOVANNI PUCCIO



AVVISO AI LETTORI


Questo blog è realizzato con l'unico e nobile scopo di diffondere i principi e la pratica di Giovanni Puccio, studioso e consulente scientifico eziopatologico. Presidente dell' Associazione per la libera Ricerca Scientifica "Emmanuele".

L'Associazione invia GRATUITAMENTE tutte le informazioni e il protocollo personalizzato per la cura.

Scrivi a: emmanuele.ars@hotmail.it


COS'È LA NAGALASE?

La nagalase è un enzima prodotto dal NOSTRO organismo, implicato nel catabolismo del glicano (i glicani sono polisaccaridi ovvero carboidrati complessi che, insieme alle proteine o ai lipidi presenti nelle membrane cellulari, costituiscono glicoproteine e i glicolipidi di membrana).
Studi recenti hanno confermato il ruolo svolto dai glicani nella conformazione fisica e biologica delle glicoproteine come pure sulla relazione fra deformazione strutturale dei glicani della superficie cellulare e la conversione maligna delle cellule tumorali. La nagalase può quindi trasformare il GcMAF in una forma inattiva che non può essere più utilizzata dal sistema immunitario come sostanza di segnalazione.

Cancro in Europa




Europa 2012: previsti 1,3 milioni di morti. Ma i tassi stanno scendendo.

Le uniche patologie oncologiche che fanno eccezione al trend sono il tumore al polmone nelle donne e il carcinoma al pancreas. Ma per il resto, i tassi di mortalità per cancro stanno scendendo nel continente, grazie a terapie migliori e diagnosi più tempestive. E anche perché mangiamo meglio.

 01 MAR - Nel 2012 il numero di morti per tumore nell’Unione Europea sfiorerà 1,3 milioni di persone. Tra questi, 717 mila saranno uomini, 566 mila donne. In proporzione all’invecchiamento della popolazione, ci saranno però meno decessi per quasi tutti i tipi di cancro, tranne per quello al polmone nelle donne e per quello al pancreas, ancora ‘poco compreso’ dagli oncologi. Queste le previsioni per l’anno in corso, pubblicate da scienziati italiani e svizzeri sulla rivista Annals of Oncology. Tra i centri di ricerca che hanno partecipato allo studio figurano il Mario Negri e l’Università di Milano.


Il tasso globale di mortalità per tumore nell’anno in corso sarà di 139 decessi per 100.000 uomini e 85 per 100.000 donne. Rispetto ai tassi del 2007 (l’ultimo anno per cui vi sono dati disponibili) ciò corrisponde ad una diminuzione del 10% degli uomini e del 7% nelle donne.

Buone notizie dunque. Anche quando si guarda alla sola Italia. “Nel nostro paese nel 2012 si registreranno circa 400.000 casi e 180.000 morti per tumori; 100.000 negli uomini e 78.000 nelle donne”, ha spiegato spiegaEva Negri, co-autrice nel lavoro e ricercatrice presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. “I tumori sono secondi solo alle malattie cardiovascolari come numero di decessi, ma sono la principale causa di anni di vita persi, poiché insorgono in età più giovane delle malattie vascolari. I più frequenti tumori nel 2012 in Italia, sono quelli: del polmone (33.000 decessi), dell'intestino (22.000), della mammella (12.000), del pancreas (11.000), dello stomaco (9.000) e della prostata (8.000)”.

Uno dei dati più favorevoli, sia in Europa, sia in Italia, è la riduzione del 9% in 5 anni nella mortalità per tumore della mammella, dove la riduzione è più marcata nelle donne giovani, dunque non dovuta tanto alle migliori tecniche di diagnosi, più utile per le donne tra i 50 e i 70 anni, quanto al miglioramento della terapia.             La neoplasia alla mammella resta tuttavia la principale causa di morte per tumore nelle donne in tutti i Paesi europei eccetto il Regno Unito e la Polonia, dove è stata superata dal tumore al polmone come principale causa di mortalità per tumore nelle donne.

Quest’ultimo rappresenta anche uno dei principali tumori in controtendenza. La causa? “Molte delle donne che hanno cominciato a fumare intorno agli anni Settanta ne pagano oggi le conseguenze”, ha spiegato a Quotidiano Sanità Carlo La Vecchia, capo del Dipartimento di Epidemiologia del Mario Negri e docente di epidemiologia all'Università di Milano. “Ecco perché la mortalità ha continuato ad aumentare nella maggior parte dei Paesi europei: è il riflesso della diffusione del fumo di sigarette nelle donne negli ultimi decenni. Continuerà così per tutti coloro che non si decideranno a smettere di fumare”.

Ma quello al polmone non è l’unico tumore la cui mortalità non diminuisce in percentuale. Insieme a lui c’è sostanzialmente solo il carcinoma al pancreas, forse il cancro più aggressivo. “Il problema delle neoplasie a questo organo non risiedono tanto né nella diagnosi né nel trattamento in senso stretto”, ci ha detto La Vecchia. “Semmai il punto è che lo abbiamo compreso ben poco, non sappiamo bene quali sono le cause e dunque curarlo ci rimane più difficile: il fumo ne spiega una percentuale che si aggira intorno al 30%. Altri fattori di rischio sono diabete e obesità. Ma per esempio questi ultimi non sono aumentati in maniera così significativa da spiegare la crescita inarrestabile della mortalità per tumore al pancreas”.

Le altre neoplasie vedono invece scendere i tassi di mortalità per cause legate sia alle migliori diagnosi che ai migliori trattamenti. “La colonscopia salva sempre più persone dal cancro all’intestino, nell’esame si individuano subito le lesioni precancerose che quindi possono essere asportate prima che si diffonda il tumore”, ha spiegato ancora il docente. “Così come il pap test oggi aumenta le possibilità di riconoscere per tempo il tumore al collo dell’utero. Per le leucemie, invece abbiamo migliorato le terapie”. E poi c’è la dieta: “Non tutti sanno che la mortalità per cancro allo stomaco è diminuita soprattutto perché mangiamo molto meglio dei nostri antenati”, ha continuato La Vecchia.

I ricercatori hanno usato dati di mortalità per tumore del periodo 1970-2007 per identificare gli andamenti e predire i dati del 2012 nell’ Unione Europea . “Stimare i dati correnti di mortalità per tumore – ha concluso Negri – è importante per definire le priorità per la prevenzione e il trattamento”.

Fonte: http://www.quotidianosanita.it

Cancro in Italia




Nel 2012 sono 364 mila i nuovi casi e 175 mila i decessi.
  
Il fatto stesso che Veronesi è vegetariano fa capire che lui sapeva tutto così come l'Istituto Superiore di Sanità che riscopre, dopo  80 anni, che bloccando l'acidità si può curare il tumore.

Presentata oggi al Ministero della Salute la 2ª edizione del volume “I numeri del cancro in Italia”, che contiene le stime per l'anno in corso. Il lavoro, redatto da Aiom e Airtum in collaborazione con il Ccm del Ministero stesso, potrà essere uno strumento a disposizione di cittadini e istituzioni. 

26 SET - 175 mila decessi solo nel 2012, 500 al giorno. 364 mila i nuovi casi per l'anno corrente, 1000 le nuove diagnosi ogni 24 ore. Queste sono solo alcune delle stime contenute nella seconda edizione del volume “I numeri del cancro in Italia”, frutto della collaborazione tra Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Airtum (Associazione Italiana Registri Tumori), presentato oggi a Roma in una conferenza stampa al Ministero dell Salute alla quale ha partecipato anche il Ministro Renato Balduzzi. Il volume è dedicato a Marco Venturini – ex presidente Aiom, forte sostenitore del progetto scomparso appena un anno fa – ed è stato realizzato con il contruìibuto di tutte le oncologie italiane (oltre 300) e i 37 Registri tumori presenti sul territorio.
 
Si tratta del primo strumento capace di dare questi dati in tempo reale. Dati che diventano mezzo di pianificazione e programmazione a disposizione delle oncologie degli ospedali, delle regioni e delle istituzioni tutte.“Non è un caso che la sede di presentazione di questo volume, redatto da Aiom e Airtum in collaborazione con il nostro Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) sia proprio il Ministero della Salute”, ha commentato Balduzzi. “Anche il Ministero infatti è partecipe dello sforzo che ha portato a questo risultato: non esistono molti esempi al mondo di dati oncologici offerti in tempo reale, per i decisori e per la popolazione. Oltre ai dati stessi, anche questo conferma l'eccellenza dell'oncologia italiana capace di conoscersi, e di metter insieme prevenzione, cura e analisi”.
                                     
A maggior ragione visto che seppure il trend per sopravvivenza sia positivo, e i numeri relativi alla mortalità in costante diminuzione per alcune neoplasie, il cancro rimane insieme alle malattie cardiovascolari una delle patologie killer del nostro tempo. I nuovi casi di tumore maligno saranno infatti 364 mila (202 mila uomini e 162 mila donne), e il tumore del colon-retto sarà il più frequente con 50 mila nuove diagnosi, seguito dal carcinoma della mammella (46 mila), del polmone (38 mila) e della prostata (36 mila). Tra gli uomini il vero killer sarà il cancro al polmone, causa del 27% dei decessi per tumore nella popolazione maschile e che si conferma anche al primo posto complessivamente per la mortalità (34.500 i decessi stimati), mentre per le donne il più rischioso rimane quello al seno (16%). I pazienti saranno in generale un terzo più numerosi al nord (+30%), differenza probabilmente imputabile a cause riconducibili, ad esempio, a stili di vita scorretti, o alla maggiore esposizione a fattori cancerogeni.
 
Ma nel complesso del Paese stanno migliorando le percentuali di guarigione: il 61% delle donne e il 52% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi, soprattutto per tumori frequenti come quello del seno (87%) e della prostata (88%). Tutto ciò è da ricondurre sia alla più alta adesione alle campagne di screening, che alla maggiore efficacia della terapia. “Chiaramente non si possono avere facili entusiasmi, perché le patologie rimangono a forte mortalità – ha specificato Balduzzi ­– m a la sopravvivenza a cinque anni aumenta in maniera costante, seppure non in maniera non ancora geograficamente omogenea. Ora l'importante è riuscire ad assicurare un trend positivo”.
 
Ottimismo sposato anche da Stefano Ferretti, segretario Airtum. “I decessi per tumore stimati per il 2012 dal volume oggi presentato sono 175 mila, di cui 99 mila tra gli uomini e 76 mila tra le donne”, ha detto. “Si tratta chiaramente di un numero ancora molto importante che contiene vari fattori, ma il dato è in costante calo da molto tempo. Quello dei tumori in Italia è dunque tutt'altro che un problema fuori controllo, la sopravvivenza continua a crescere. Per ottenere questo risultato, oltre ad una continua collaborazione tra istituzioni e chi come noi si occupa di oncologia, servono anche sforzi innovativi come quello della raccolta in tempo reale dei dati, una pratica che si scosta dalla normale epidemiologia per diventare uno strumento che analizza puntualmente i percorsi”.
 
Soprattutto perché l'aumento della sopravvivenza apre nuove sfide per chi si occupa di oncologia. “L'incremento identifica una nuova popolazione, quella dei pazienti guariti e dei lungo-sopravviventi, una fascia di persone sempre più numerosa che ha bisogni specifici e che dunque necessita della nostra massima attenzione”, ha aggiunto Carmelo Iacono, presidente della Fondazione Aiom. “In questo senso il percorso deve svilupparsi in una sorta di filiera unica, che parte dalla diagnosi precoce, ma che poi può arrivare da una parte alla guarigione, dall'altra – nei casi più sfortunati – alle terapie che accompagnano le fasi terminali della patologia”.
 
Ma il lavoro non è certo finito qui, precisano gli esperti. “Abbiamo prodotto dati italiani, condivisi e accreditati, frutto di importanti collaborazioni scientifiche e di un attento controllo della qualità”, ha commentato ancora Ferretti. “Ma questa è solo la prima tappa, possiamo ancora aumentare la qualità e la quantità delle azioni condivise”.
 
Anche perché conoscere questi dati è importante per riconoscere gli sprechi e limitarli. “Per programmare il sistema sanitario bisogna conoscerlo e per averne una conoscenza profonda servono dati”, ha spiegato Stefano Cascinu, presidente Aiom. “Quello che mancava dunque era proprio questo tipo di pubblicazione, le cui stime potrebbero aiutare a studiare un budget nazionale per l'oncologia, per ridurre gli sprechi, ad esempio risparmiando sugli esami che non sono utili e ottimizzando le risorse. In questo senso il lavoro appena pubblicato non è qualcosa che deve rimanere sulle scrivanie, ma è un progetto che ha valenza scientifico-sociale”.
 
E il libro “I numeri del cancro in Italia 2012” non è certo l'unico strumento che ha valenza in questo senso. “Presto pubblicheremo altri due lavori interessanti”, ha promesso Carmine Pinto, segretario nazionale Aiom. “Il primo sono le 27 linee guida sulle principali patologie oncologiche; il secondo il libro bianco dell'oncologia, nella versione aggiornata al 2012, una sorta di elenco del telefono dell'oncologia che potrà offrirci una fotografia dei reparti nel nostro Paese. Una nazione che è ancora fortemente a macchia di leopardo, ma che pubblicazioni possono aiutare a rendere omogeneo, puntando a una qualità sempre maggiore del servizio”.
 
Un progetto – questo – fortemente sostenuto dalle istituzioni, e in particolare dal Ministero e da Balduzzi, che ha aggiunto a margine della conferenza stampa: “L'obiettivo è una riorganizzazione del servizio sanitario che faccia tesoro delle eccellenze e recuperi dove ancora si fa fatica. E di solito una riorganizzazione di questo genere porta al miglioramento”.  

Fonte: http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=

Notizie dal Mondo



L'Unione Europea 

stanzia 144 milioni  

per lo studio delle malattie rare 

 

ma siamo sicuri che questi fondi arrivano nelle mani dei veri ricercatori? Possiamo, quasi certamente, affermare che i suddetti 144 milioni saranno evoluti a beneficio dei pochi che gireranno i loro saldi alle banche delle lobby. Perché osiamo affermare ció? Ebbene dal 1959 il cartello farmaceutico lobbistico in accordo con i Governi Italiani sottintendono una clausola di mutuo accordo per favorire il compendio dei saldi a favore di medici e ricercatori che lavorano a stretto contatto con le case farmaceutiche che finanziano le iniziali ricerche per poi accaparrarsi lo stanziamento ufficiale da parte dello Stato Italiano e ingrossare i loro giri di vendite di farmaci di scarso valore terapeutico e in molti casi pericolosi alla salute pubblica. 
Questo giro di forza viene coadiuvato da parlamentari e politici consenzienti (previo lauto compenso) che con consensi e leggi fanno approvare regole e finanziamenti frodando 2 volte i cittadini italiani. Uno di questi è sicuramente il ricercatore siciliano Giovanni Puccio, emerito cittadino che da più di venti anni combatte una lotta impari per ricevere il GIUSTO compenso per le sue ricerche sulle cause del cancro (vedi Sarcina Ventriculi) oltre che studi sull'autismo nei bambini.  
Diffondiamo queste informazioni con lo scopo di fare conoscere a tutto il mondo la lotta intrapresa con ferma decisione da Giovanni Puccio e diffondere informazioni pratiche (da lui scoperte) per aiutare le persone che soffrono di malattie oncologiche e autoimmuni ad avere una speranza e una mano di soccorso.
Pubblichiamo pertanto un resoconto stenografico emesso dal sottosegretario dello Stato, Sig.ra Grazia Labate, dell'assemblea Seduta n. 868 del 27/2/2001, l'unica risposta  ricevuta dopo migliaia di ricorsi in Parlamento e in Tribunale. 
Ogni cittadino dovrá valutare  e soppesare quale responsabilità grava sul Parlamento Italiano nei confronti del ricercatore Giovanni Puccio. (Ai posteri l'ardua sentenza) 
 
" Vi comunico che quella risposta negativa all'interrogazione parlamentare ha tolto  la speranza a milioni di persone. Mi dispiace dire che alla luce di questa conferma  non applicare questa tecnica, in virtù della sentenza della cassazione del 28.02.2012,  diventa strage di massa. " Giovanni Puccio.








Siamo gli unici al mondo ad avere relizzato un percorso terapeutico per aiutare i bambini autistici


La Repubblica del 20 febbraio 2009 titolava cosí la lettera di una mamma che ha aiutato sua figlia a salvarsi dal " silenzio autistico ".

Repubblica - 20 febbraio 2009  - By Fiorella Rappa 
 
SONO la mamma di una bambina italiana a cui è stata diagnosticata una patologia genetica grave.
Da circa un anno la bambina segue la terapia di un ricercatore italiano, che dopo aver studiato il suo sistema biochimico, ci ha trasmesso una terapia naturale composta da integratori.
La bambina ha avuto dei notevoli miglioramenti, tanto che in Germania, dove hanno diagnosticato questa sindrome, stanno scrivendo un libro su di lei.
Dicono che tutti gli altri che sono affetti da questa sindrome sono in una situazione gravissima, mia figlia invece non lo è più. Proprio per questo in Germania la bambina è diventata un caso.
Vi scrivo perché l' articolo che avete pubblicato l' 11 febbraio "Londra, i genitori battono i medici " mi ha turbato tantissimo.
In Italia è dal 1995 che questo ricercatore (NdR: G. Puccio) sta cercando di fare capire a tutti che per le malattie genetiche c' è speranza, una speranza nella ricerca di integrare l' enzima mancante o eliminare la causa che inibisce l' enzima. Il caso dell' olio di Lorenzo, il caso di questa bambina o di diverse bambine italiane che migliorano ogni giorno grazie agli integratori mirati confermano le intuizioni di questo ricercatore che tutti ci invidiano ma nessuno in Italia vuole aiutarlo.
Tratto da: repubblica.it








Tumori: in 10 anni 84 milioni di morti
 
ROMA - In dieci anni, tra il 2005 e il 2015, il cancro sara' causa di morte per circa 84 milioni di persone se non si interviene con politiche sanitarie di prevenzione. E i decessi aumenteranno dell'80% entro il 2030, con un'incidenza maggiore tra la popolazione dei Paesi a basso e medio reddito. E' la stima dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' fatta in occasione del World Cancer Day 2011 che si celebra oggi per sollecitare l'attenzione della popolazione sul tema del cancro.
Quest'anno verra' ricordato il legame tra gli stili di vita salutari e l'insorgenza dei tumori: un terzo dei tumori piu' comuni puo' essere prevenuto, combinando dieta sana e attivita' fisica regolare e modificando gli stili di vita legati al fumo, al consumo di alcolici, all'esposizione al sole e alla cura delle infezioni responsabili di alcuni tipi di tumore. Il World Cander Day e' organizzato dall'Unione Internazionale per il Controllo del Cancro (Uicc) e supportato dall'Oms.
In questa occasione, viene rilanciata la Dichiarazione Mondiale sul Cancro (che puo' essere sottoscritta sul sito www.uicc.org), in cui sono contenuti gli obiettivi da realizzare entro il 2020 per rallentare la crescita dei decessi e invertirne la tendenza.
Gli obiettivi comprendono l'estensione di programmi di vaccinazione universale per le popolazioni che risiedono in aree interessate dal contagio da HPV e HBV, l'allargamento dei programmi di screening e l'aumento degli investimenti nella ricerca oncologica indipendente, sperimentale e applicata, accelerando il trasferimento dei risultati alla pratica clinica L'Uicc punta a raccogliere un milione di firme da presentare durante l''High Level meeting on non communicable diseases' (Ncds), la prima riunione dell'Onu sulle malattie croniche che si terra' a settembre.


Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2011/02/04/visualizza_new.html_1611734087.html

Conteggio delle vittime della seconda guerra mondiale per nazione

http://it.wikipedia.org/wiki/Conteggio_delle_vittime_della_seconda_guerra_mondiale_per_nazione

 



Cronaca della morte di una metastasi da recidiva


Avendo scoperto i meccanismi che portano alla degenerazione  cellulare ho realizzato la terapia CRA.Pu per ristabilire l’equilibrio biochimico della cellula (ristabilire il rapporto redox omeostatico cellulare) ed attivare il sistema immunitario.
La terapia ha sempre funzionato in questo, ma  molte volte  il sistema immunitario non è riuscito a distruggere alcune masse pur avendone ridotto la crescita.

 La domanda che nasceva  spontanea  è perché avviene questo?  Da anni questa domanda mi aveva  sempre assillato senza trovare risposta. Ultimamente la moglie di un mio amico, affetto da una III° recidiva di sarcoma, mi disse: come può il sistema immunitario entrare in una pietra  come quella che ha  mio marito? (trattasi di un mestasi all’altezza dello sperone) questo mi ha fatto ricordare che la cellula neoplastica ha bloccate le pompe  cellulari, quindi la concentrazione di sodio intracellulare aumenta, diminuendo così l'attività dello scambiatore sodio/calcio procurando  un accumulo di calcio intracellulare che è responsabile dello sviluppo della contrazione.

Quindi si forma carbonato di calcio che  calcificando non permette  a un sistema proteico  come il sistema immunitario  di intervenire. Comunicai questa osservazione alla Dott.ssa Callari che  condividendo la mia spiegazione scientifica ha fatto infiltrare, dagli infermieri,  tre cc di bicarbonato di sodio nella massa ogni giorno e in tre punti diversi. Sembra che la teoria funziona, la massa  non cresce e dopo una settimana è diventata necrotica.  Vedi le sequenze.

Ai posteri l’ardua sentenza!!!!!!!

http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2010/09/27/news/cancro_una_molecola_spegne_i_geni_responsabili_della_crescita_delle_cellule_cancerose-7490226/

Autorizzazione Terapia C.R.A.Pu





 

Come farsi autorizzare la Terapia C.R.A.PU in ospedale


Come fare la Terapia C.R.A.PU.?

Grazie al supporto di alcuni ammalati siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di una circolare emanata dal ministero della Salute, DGFDM/SDG/P/5106/I.n.c.b del 12.2.2007, per l"Impiego di medicinali, nell’ambito del Servizio Sanitario nazionale, per indicazioni terapeutiche diverse da quelle autorizzate" che permetterebbe la somministrazione della Terapia C.R.A.Pu (Complementare Riducente Antidegenerativa Puccio) unitamente all’autorizazzione del proprio medico. Questo è quanto c’è stato comunicato da uno dei pazienti che imbattendosi contro le difficoltà del sistema sanitario locale, ha ottenuto che all’interno del plesso ospedaliero d’appartenenza i medici, previa prescrizione dell’oncologo, somministrassero la Terapia C.R.A.Pu.
(segue estratto del testo

Oggetto Circolare Ministeriale: Impiego di medicinali, nell’ambito del Servizio Sanitario nazionale, per indicazioni terapeutiche diverse da quelle autorizzate
Per espressa statuizione del legislatore, dunque, il disposto della lettera Z) del comma 796 dell’art. 1 della Legge finanziaria contiene una deroga alla previsione dell’art. 3, comma 2, del D.L. n. 23/98, secondo il quale, com’è noto, “in singoli casi il medico può, sotto la sua diretta responsabilità e previa informazione del paziente e acquisizione del consenso dello stesso, impiegare un medicinale prodotto industrialmente per un’indicazione o una via di somministrazione o una modalità di somministrazione o di utilizzazione diversa da quella autorizzata, ovvero riconosciuta agli effetti dell’applicazione dell’art. 1, comma 4, del D.L. 21 ottobre 1996 n. 536 convertito dalla L. 23 dicembre 1996 n. 648, qualora il medico stesso ritenga, in base a dati documentabili, che il paziente non possa essere utilmente trattato con medicinali per i quali sia già approvata quella indicazione terapeutica o quella via o modalità di somministrazione e purchè tale impiego sia noto e conforme a lavori apparsi su pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale”

Link dove reperire la circolare da stampare e presentare al proprio medico con la nostra Terapia C.R.A.Pu. personalizzata:

http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_normativa_987_allegato.pdf


o andare sul sito del Ministero della Sanità alla pagina:

 

Associazione Emmanuele


ASSOCIAZIONE  EMMANUELE 


Studi per la Ricerca Scientifica



L'associazione, nasce a tutela e sostegno del lavoro e degli studi effettuati da Giovanni Puccio, ricercatore palermitano, nell'ambito della degenerazione organica che comporta l'innescarsi di varie patologie, tra cui il cancro.

Dopo anni di studio e ricerca, il lavoro di Giovanni Puccio ha prodotto l'elaborazione dell' Eziopatogenesi del Cancro, in cui il ricercatore e Presidente dell'Associazione Emmanuele, ha spiegato tramite passaggi chimici e processi che portano allo squilibrio cellulare e al processo di degenerazione infine alla patologia.


Il punto di partenza dei suoi studi è la credenza che l’organismo sia un sistema perfetto le cui leggi affondano nelle radici dell’ecosistema. Le leggi della biochimica sono state fondamentali per i pionieri della medicina che si basarono sempre su un principio: soltanto inibendo l’elemento che altera il sistema si può ottenere la remissione di una patologia. Quindi, qualsiasi patologia è curabile successivamente ad un processo di ricerca dei meccanismi biochimici che innescano la fase degenerativa. Il tumore è l’ultimo anello di una catena patologica iniziata molti anni prima, prodotto di uno squilibrio chimico biatomico cellulare, dunque di uno squilibrio elettrochimico. Si tratta del blocco delle due pompe sodio/potassio – calcio/magnesio che causano un abbassamento del potenziale della membrana sino all’abbattimento della proprietà immunitaria (scarsa adesività cellulare – acidosi metabolica – ricerca di energia attraverso una via filogenicamente primitiva – glicolisi, glicogenesi e la via dei pentofosfati).